GARIBALDI DOCUMENTARIO SUL PIU’ GRANDE EROE ITALIANO DI SEMPRE

garibaldi documentarioFu condannato a morte per alto tradimento e fuggì dall’Italia andò per mare, facendo anche il Corsaro. Giuseppe Garibaldi, nato a Nizza (città italiana ora francese, come la Corsica…)  nel 1807, e muore a Caprera nel 1882, isola di sua proprietà, donatagli dopo una sottoscrizione del giornale Times, non prima però di:

  1. aver fondato l’Esercito italiano in Uruguay – i famosi ‘Cacciatori delle alpi’ dalla divisa rossa.
  2. aver conquistato tutta l’Italia e averla donata al Re Vittorio Emanuele
  3. aver rinunciato a una rendita vitalizia, un castello e al titolo di ‘conte’ che il Re gli voleva dare per ringraziarlo.
  4. essere stato un fervente massone e capo del Grande Oriente d’Italia
  5. aver perseguito, per tutta la vita gli ideali di libertà e giustizia
  6. aver combnattuto per l’indipendenza degli stati del sudamerica quando era esiliato
  7. aver combattuto contro lo schiavismo in sudamerica
  8. essere stato uno dei più importanti anticlericali italiani (come potete leggere dalle frasi, di seguito estrapolate dal 

Dal testamento di Garibaldi:“Io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d’un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada [il famoso capo dell’inquisizione spagnola]. Un esempio di italiano

 

Altri documentari su Garibaldi:

Garibaldi tra mito e storia – una raccolta di immagni, dipinti e statue

Garibaldi e la massoneria internazionale – una video-playlist

Dossier Garibaldi

Garibaldi eroe o predone?

  1. Qui si fa l’Italia o si muore.
  2. “Obbedisco”
  3. Proteggere gli animali contro la crudeltà degli uomini, dar loro da mangiare se hanno fame, da bere se hanno sete, correre in loro aiuto se estenuati da fatica o malattia, questa è la più bella virtù del forte verso il debole.
  4. È sempre la storia di Socrate, di Cristo e di Colombo! Ed il mondo rimane sempre preda delle miserabili nullità che lo sanno ingannare.
  5. Siccome negli ultimi momenti della creatura umana, il prete, profittando dello stato spossato in cui si trova il moribondo, e della confusione che sovente vi succede, s’inoltra, e mettendo in opera ogni turpe stratagemma, propaga coll’impostura in cui è maestro, che il defunto compì, pentendosi delle sue credenze passate, ai doveri di cattolico: in conseguenza io dichiaro, che trovandomi in piena ragione oggi, non voglio accettare, in nessun tempo, il ministero odioso, disprezzevole e scellerato d’un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare. E che solo in stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi ad un discendente di Torquemada.
  6. I clericali sono sudditi e militi di una potenza straniera, autorità mista ed universale, spirituale e politica, che comanda e non si lascia discutere, semina discordie e corrompe.
  7. Per pessimo che sia il governo italiano, ove non si presenti l’opportunità di facilmente rovesciarlo, credo meglio attenersi al gran concetto di Dante: ‘Fare l’Italia anche col diavolo’.
  8. Il prete è l’assassino dell’anima poiché in tutti i tempi egli ha fomentato l’ignoranza, e perseguito la scienza.
  9. È stato il prete che ha avuto il merito di educare gli italiani all’umiliazione ed al servilismo. Mentre lui si faceva baciare la pantofola dagli imperatori, chiedeva agli altri esercitassero l’umiltà cristiana.
  10. Dacché nella famiglia umana, vi furono uomini che svestirono le forme umane per farsi impostori, cioè preti, dacché vi furono preti nel mondo, vi furono torture. Volendo costoro mantenere tutti gli uomini nell’ignoranza, quando emergeva alcuno che avesse ricevuto da Dio tanta intelligenza da capire le loro menzogne, quell’intelligente era da questi demoni torturato.
  11. Dacché la società umana ebbe impostori, sorsero preti, se già i primi non furono essi. Certo però i maggiori, i più astuti, i più fortunati impostori del genere umano furono sempre i preti.
  12. Il prete dura benché i ciechi soltanto non s’accorgono che egli è il primo a farsi beffe delle favole che spaccia. Giuseppe Garibaldi, Clelia o Il governo dei preti, 1870 Dio, padre dell’umanità intiera, vuol tutti gli uomini fratelli e felici. I preti dividono gli uomini in cento sette diverse, che reciprocamente si maledicono. 
  13. Il prete degrada Dio. 
  14. Se sorgesse una società del demonio, che combattesse despoti e preti, mi arruolerei nelle sue file. 
  15. Preti alla vanga! 
  16. Non voglio accettare in nessun tempo il ministero odioso, disprezzevole e scellerato di un prete, che considero atroce nemico del genere umano e dell’Italia in particolare. 
  17. Solo in uno stato di pazzia o di ben crassa ignoranza, io credo possa un individuo raccomandarsi a un discendente di Torquemada. 

La storia di Garibaldi, in breve:

  • 1807 Nasce a Nizza.
  • 1821 È iscritto nei registri dei marinai.
  • 1824 Primo viaggio in mare verso il Mediterraneo Orientale.
  • 1833 A Taganrog entra in contatto con i mazziniani.
  • 1834 Partecipa ai moti di Genova.
  • 1835 Parte esule da Marsiglia verso il Sud America.
  • 1839 Combatte con il Rio Grande do Sul contro il Brasile centralista.
  • 1839 Incontra Anita, che sposerà nel 1842.
  • 1841 Combatte con l’Uruguay contro l’Argentina rosista.
  • 1849 Combatte per la difesa della Repubblica Romana.
  • 1852 Si reca da Lima a Canton per acquistare guano.
  • 1859 Partecipa alla Seconda guerra d’Indipendenza come generale dell’esercito piemontese, al comando dei Cacciatori delle Alpi.
  • 1860 Impresa dei Mille.
  • 1862 Nell’intento di liberare Roma, parte dalla Sicilia con 2.000 volontari, ma è fermato sull’Aspromonte.
  • Targa commemorativa del viaggio in Inghilterra
  • 1864 Si reca a Londra, dove è accolto trionfalmente ed incontra Henry John Temple (Terzo Visconte Palmerston) e Mazzini.
  • 1866 Partecipa alla Terza guerra d’Indipendenza. Comanda un corpo di volontari che combatte in Trentino. Sconfigge gli austriaci a Bezzecca.
  • Viene eletto alle elezioni politiche nel collegio di Lendinara-Occhiobello, anche se poi optò per il suo vecchio collegio di Ozieri, e al suo posto venne eletto Giovanni Acerbi.
  • 1867 A settembre partecipa a Ginevra al Congresso per la pace.
  • A ottobre si mette a capo dei volontari che hanno invaso il Lazio, ma viene fermato il 3 novembre a Mentana.
  • 1870-71 Partecipa alla guerra franco-prussiana a fianco dei francesi.
  • 1874 viene eletto deputato del Regno.
  • 1879 fonda a Roma la Lega della Democrazia.
  • 1882 Muore a Caprera il 2 giugno.
GARIBALDI DOCUMENTARIO SUL PIU’ GRANDE EROE ITALIANO DI SEMPREultima modifica: 2012-08-15T17:06:00+00:00da blogmaster70
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