Guerra in Afghanistan, Italia e missioni di pace video

guerra in afghanistan italia missioni di paceOggi cade il 52° militare italiano in Afghanistan, aveva 24 anni, in quella che ufficialmente é una missione di pace ma che Noi, da tempo, chiamiamo guerra.

Iniziata nel 7 ottobre 2001, da parte dell’alleanza del nord appoggiata dalla NATO per conquistare le terre in cui i talebani avevano a loro volta conquistato anni prima, ha visto poco tempo dopo l’impiego proprio della coalizione di alleati occidentali, per afre una ‘guerra al terrore’ …

Di seguito, pubblichicmo degli articoli con alcuni dati e considerazioni, oltre a dei video molto interessanti.

Noi italiani che ci facciamo in Afghanistan?

E’ questa la domanda che da anni ci poniamo…

Sopra: un video molto particolare, un inviato di una televisione inglese, riesce a filmre di talebani mentre preparano un attacco ad un convoglio.

La verità sulla missione di pace in Afghanistan febbraio 2008:

Una bandiera Italiana esposta alle Nostre finestre, è questa la richiesta dei familiari di Giovanni Pezzuolo il maresciallo 45enne morto ieri, crivellato di colpi (15 secondo l’autopsia di oggi) mentre a 60km. da Kabul portava, insieme al suo compagno (soltanto ferito) medicinali e assistenza medica alla popolazione civile.

 

Era già stato presente all’attentato di Nassyria alla caserma MSU (forse portò i primi soccorsi), nonostante questo era molto soddisfatto ed orgoglioso del lavoro che faceva ed era sempre contento quando lo richiamavano per un’altra missione; aiutare la popolazione civili con generi di prima necessità e in particolar modo aiutare i bambini afghani era diventato un piacere.

Questo lo sappiamo dalla bocca della giovane figlia 18enne Giusi che ieri ha rilasciato un comunicato di fronte ai tanti giornalisti che aspettavano per redigere un ‘pezzo’ su come la famiglia avrebbe reagito alla notizia.

L’immagine di questa ragazzina potrebbe benissimo essere l’emblema stesso dell’Esercito Italiano.

Una ragazzina molto coraggiosa, proprio come il padre, che nel momento del bisogno non ha esitato ad affrontare decine di giornalisti; che sembra abbia dichiarato di voler entrare nell’esercito e che, dopo aver letto il comunicato a firma anche della madre che non ha potuto presenziare, distrutta dal dolore, ha chiesto di “fare ce come faceva papà nel giorno di ricorrenza dell’attentato di Nassyria”, cioè di esporre una tricolore alla finestra.

 

Come mai non si sente più parlare, ormai da molto tempo di afghanistan? 

Che cosa sta succedendo, in realtà in Afghanistan? 

Com’è la reale situazione delle Nostre truppe? 

A queste legittime domande risponde un’accorato appello di Luigi Caligaris, Generale in congedo che intitola “La politica non li lasci soli”. pubblicato sull’Unità.

Un pò di storia: come qualcuno saprà l’intervento della Nato in Afghanistan è stato legittimato a suo tempo dall’Onu. 

Subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle dell’ormai storico 9-11 la risposta contro Al-Queda e i Talebani che li spalleggiava fu veloce , vincente e risolutore, almeno per quello che riguarda i vertici dell’organizzazione. 

In pochi mesi i mujaidin di Bin Laden furono rintuzzati nei vecchi bunker dell’esercito russo, e lì furono fatti ‘target’ dei bombardamenti americani che usarono anche armi quasi sperimentali come la famigerata bomba “GBU-28 all’uranio impoverito”, capace di penetrare 30 metri di terreno o 6 di cemento armato. 

Per farla breve, appena sei mesi dopo l’11 settembre gli americani e la Nato potevano dire di “avere vinto” contro Al-Qaeda…

 

Al-Qaeda: l’organizzazione terroristica, da quel momento i vertici si indebolirono  moltissimo, ma diventò molto popolare in tutti i paesi musulmani e questo ne aumentò, per assurdo, la pericolosità, infatti ora anche gruppi di sbandati fanno attentati mortali rivendicandoli con la sigla di Al-Qaeda, magari sperando in una sorta di ‘ufficializzazione” e di entrare così, a pieno titolo nell’organizzazione . 

In quel preciso momento si sarebbero dovuti ritirare, magari lasciando delle piccole pattuglie ‘scelte’ per indagare e ritrovare Bin Laden, ma il sentimento di vendetta, insieme ad altri interessi economici e strategici quali la costruzione del nuovo gasdotto che doveva passare per il paese prevalse e l’intervento Nato vide anche gli altri paesi membri, entrare con le truppe in Afghanistan per la solita “missione di pace” con lo scopo di “esportare la democrazia” (slogan che rimarrà tristemente famoso nei libri di storia) anche in Afghanistan. Questo fece sì, che i Talebani, che erano al potere e che fino a quel momento e che erano riusciti, anche se con i loro metodi, e con l’aiuto dell’Onu, a riconvertire molte piantagioni di papavero in prodotti ortofrutticoli, divennero il naturale nemico da cacciare. 

 

All’inizio fu facile, ma col tempo la religione, le differenze culturali e lo spirito che da sempre contraddistiugue il popolo afghano (sono 3.000 anni che vengono invasi e puntualmente respingono i vari eserciti) prese il sopravvento e da alleati “gli stranieri” diventarono “i nemici”. Da qui a tornare a coltivare papavero il passo fu breve. 

I contadini furono costretti o per forza di cose , o per volere dei Taleban che cercavano prodotti privilegiati da scambiare con armi, o ancora dai vari “signori della guerra” che potremmo benissimo paragonare ai “Principi” dell’Europa prima dell’avvento di Carlo Magno. 

Tutte queste cose avvennero in una rapida successione, nel frastuono di un silenzio assordante dei mass media, quelli più importanti e seguiti (che però sono di solito legati a doppio filo con i vari governi americani e/o europei) che invece mettevano sempre in rilievo la situazione in Iraq. 

Ora l’Afghanistan, come si vede dalla cartina, è diviso in due zone. “Nella zona sud, dove i talebani sono più numerosi e attivi, combattono canadesi, britannici, olandesi, danesi e americani mentre in quella nord operano francesi, tedeschi, italiani e spagnoli che applicano norme di ingaggio più caute ma che, sia pure in minore misura, vengono attaccati anche loro. Per contenere la crescente attività dei talebani, la Nato e i paesi che già operano a sud rivolgono agli altri pressanti richieste affinché aumentino le loro forze in Afghanistan ma soprattutto ne inviino parte anche a sud”. 

I Nostri, per la verità hanno sicuramente già operato con le Nostre forze speciali nel territorio sud a dar man forte ai Nostri alleati, ma i più devono rispettare le regole d’ingaggio e di certo i vertici dell’esercito non possono fare di testa loro. 

Qui entra in gioco la politica. 

C’è bisogno di decisioni rapide ed all’unanimità. 

E’ ora che i cittadini italiani si sveglino, e che i politici inizino ad usare i termini giusti. 

 

Come si può parlare di missione di pace in Afghanistan? 

Poi è normale che i parenti delle vittime rimangano sbigottiti dal fatto che i loro cari rimangono uccisi da attentati. 

Perchè se mio figlio portava medicine e viveri è stato ucciso, sono tutti delle bestie laggiù? 

Così si alimenta l’odio fra i popoli, si nasconde la verità, ma come si dice una bugia tira l’altra e il livello di deresponsabilizzazione è arrivato a livelli di guardia. 

Noi siamo lì (secondo il mio parere) per uno sbaglio strategico. 

Un anno dopo le torri gemelle, si sarebbe dovuto sbaraccare e tornarsene a casa. 

Non si può portare la democrazia in un paese che ha un’idea così diversa dalla Nostre di tradizione politica, religiosa, sociale. 

La democrazia non può essere un processo che viene dall’alto, ma un bisogno che viene dal basso della società. 

Ora bisognerebbe prima di tutto esporre i fatti come realmente stanno e aprire un discorso pacato e coerente prima di tutto nel Nostro paese, e poi fra i paesi membri e quindi: o rischiare il tutto per tutto e fare dei veri e una volta cacciati i taleban dall’Afghanistan, con un manovra a ‘tenaglia’ accerchiali con l’aiuto dell’esercito Pakistano. 

Questo presuppone a rastrellamenti casa per casa, per ogni metro quadro di deserto, colline e montagne inospitali e senza strade fra il confine afghano-pakistano. 

Come facilmente si comprende, tutto questo non può che preludere ad una sconfitta della Nato, nonostante le armi migliori,  nonostante il miglior addestramento, non potremo mai competere con un popolo che ormai sta vedendo questi stranieri ben vestiti e nutriti come invasori. L’opinione che mi sono fatto è che un paese come l’Afghanistan il consenso può essere conquistato solo con opere di infrastrutture, ospedali, scuole, lavoro. 

Il popolo afghano non voleva essere comandato dai talebani. Gli afghani hanno una visione della religione musulmana molto rilassata, è un popolo con idee molto laiche e progressiste, ma ancora vuole i suoi signorotti, i propri ‘comandanti in capo, e poco importa se per avere questo ora debbono allearsi con i taleban, fra i mali si sceglie il minore ed evidentemente i capi, vedendo noi stranieri come una minaccia al proprio potere si stanno, proprio in questo periodo, alleando con i talebani. 

Purtroppo la situazione sembra molto lontana da una pacifica soluzione.

Articolo Agosto 2008 “Guerra al terrore, le vere ragioni “:

Voglio scrivere questo articolo, per tutti quegli internauti che ormai non credono più alla ‘versione ufficiale’ a quelli che ormai non sanno più a che credere, da quel tragico 9/11 cioè dall’11 settembre 2001.

Ormai la ‘teoria della cospirazione’ tra film , documentari e programmi televisivi è passata.

 

Forse nella storia, oltre alla guerra al terrorismo,  i parlerà della teoria della cospirazione come si parla dell’omicidio del presidente Kennedy: un complotto di Stato.

Facendo questo, si dimentica una cosa importante: si dimentica il patriottismo degli americani. 

Se all’italiano medio non devi toccare la nazionale di calcio, all’americano medio, non devi toccare il proprio patriottismo. 

E’ una cosa molto difficile da far entrare nelle Nostre menti smaliziate e disilluse,  quanto i cittadini americani amino l’America. 

Non dico che amano i propri rappresentanti, anzi, molti sono ‘contro’ ma addirittura chi è estremista, lì, lo è per troppo patriottismo. 

Questo per dire che le teorie che si accavallano quest’anno, che si appigliano al fatto che le Torri Gemelle siano state preventivamente ‘minate’ prima del crollo: un crollo controllato, insomma, é estremamente improbabile, se non assurda. 

Per fare un’operazione del genere, ci vogliono parecchie persone specializzate, che per un lungo lasso di tempo prima iniziano a ‘segare’ le colonne portanti e poi inseriscono le cariche di esplosivo; il tutto, naturalmente, in segretezza e sicurezza.

Per fare questa operazione, avrebbero dovuti essere coinvolte decine di persone, se poi pensiamo anche agli attentatori, e a tutto quello che sostengono le teorie della cospirazione, ci sarebbero voluti almeno un centinaio di agenti, se poi andiamo a vedere meglio, ce ne sarebbero voluti altre centinaia, se consideriamo anche il terzo aereo, quello del Pentagono, e il quarto aereo, quello diretto alla Casa Bianca. 

 Insomma 200 – 300 agenti che hanno giurato di difendere il Loro paese, e che invece lo attaccano. 

Questo non stà nè in cielo nè in terra. 

Inoltre voglio farVi leggere questo (usate il traduttore a lato se non capite) ; è la testimonianza di un sopravvissuto all’attacco un ragazzo che all’epoca aveva 22 anni. e stava facendo uno stage alle Twin Towers, uno di 300 stagisti di cui fortunatamente solo in 9 rimasero dispersi quel giorno. 

L’intervista è opera di un mio amico Blogger di LA; i due sono amici da sempre e l’intervista è di 3 anni fà, ma solo oggi Tygerexpress la pubblica:  

” I remember going down those stairs and praying to God that we would all be saved. I mean there was a moment there when I was on the 55th floor, the 50th floor, the 40th floor, when I felt I was never going to get out of there. We knew that the building got hit pretty hard by the cracks in the walls and everything else, so yeah, I prayed, and said ‘Please, it’s not my time. I don’t want to go. There is so much more I have to do.’ As I got out of the tower and I knew I was safe there was still this sense that you know, was there another building that was going to be hit? I remember walking up the streets and thinking that maybe another building was going to be hit by an airplane, and was I safe at that point? Looking back 3 years later I think my faith is stronger. It’s hard not to think about getting a second chance, that it wasn’t my time. I think, gosh, I was on 55, and that plane hit on around 79 or 80, 20+ floors below, I probably wouldn’t be sitting here today. I have a lot to be thankful for. Elena and I are so blessed. I think our faith is so much stronger since that day. “.

Ecco l’intervista completa. 

Dalle parole del ragazzo, si capisce la paura e lo sbigottimento; il terrore che prova sia prima che dopo nella sua avventura da incubo; ma la cosa che colpisce di più nell’articolo è quando il Blogger scrive ” Il giorno dopo il 9/11 Mio padre, a pranzo, ringraziò Dio che nessuno, in quella famiglia,  era rimasto vittima dell’attentato “. 

Tutto normale? 

Non proprio, visto che la famiglia del Mio amico, abita a Los Angeles!! Questo é un esempio del ‘coinvolgimento emotivo’ di un’intera nazione, lo ‘stato di terrore’ in cui tutti gli americani si trovavano, sentimento che durò mesi, sospinto dal tam-tam incessante dei mass-media. 

A mente fredda non credo che quel padre di famiglia avrebbe fatto la stessa cosa: si sentivano ‘colpiti nella Loro stessa famiglia’ , anche se a 3.000 km. di distanza.

Tutto questo non và confuso con l’errore madornale dell’amministrazione Bush, di invadere l’Iraq, e di non lasciare l’Afghanistan, subito dopo qualche mese, dopo aver visto che di Bin Laden non ve n’era traccia. 

L’esercito americano ( e ora anche il Nostro) stanno in quella regione ormai per interessi del tutto al di fuori del 9/11. 

Se nei 4 o 5 mesi successivi all’attacco ci potevano essere delle ragioni valide per un’ntervento armato, quelle ragioni sono venute a mancare da almeno 6 anni.

Di seguito, un’interessante conferenza in italiano in Cui si va anche ‘oltre’ la cosiddetta teoria della cospirazione:

Update: questo video non è più disponibile, quindi ne abbiamo messo uno nuovo, di Amnesty International, su cosa sta comportando la cosidetta ‘Guerra al terrorismo’: 

Articolo Aprile 2012 1 triole di $ le vere ragioni della guerra in afghanistan:

1 Trilione di $ è il valore dei minerali in Afghanistan, nel 2010, valore che ad oggi è molto salito, visto che pure il prezzo dell’oro è salito..

Un trilione di dollari significa mille miliardi di dollari, circa 1 Milione di Milioni di Euro…

Se si considera che il debito pubblico americano ammontava, fino ad un paio di anni, fa a 15 Trilardi di dollari, si può percepire che questa, è una cifra di tutto rispetto.

 

 

La Notizia è Ufficiale, e proviene dal Pentagono, si tratta di: oro, rame, litio, uranio, minerale di ferro, cobalto, gas naturale e petrolio, il tutto facilmente estraibili, e sfruttate pochissimo, se non niente…

Litio: il litio è considerato, ad oggi uno dei materiali più strategicamente importanti, sia per le nuove batterie al litio di Tablet e Pc, che per il largo uso che se ne fa in farmacia, ma anche gli altri minerali in questione, sono considerati minerali essenziali per l’industria moderna.

 

Considerazioni: andammo in Afghanistan per scovare Bin Laden, Al-Queda e per fare una guerra al terrorismo islamico, va bene, ma dopo pochi mesi avremmo potuto anche andarcene, e se rimasero è perchè, da sempre, l’Afghanistan è strategicamente rilevante, a livello geografico, trovandosi a ridosso dell’Iran, del Pakistan, e delle nazioni ex-Urss dove il petrolio e gas naturale sgorga copioso, ma questo valore delle miniere Afghane, piuttosto importante, è una ragione in più per rimanere lì, per mettere al Governo amico, e per sfruttare queste risorse minerarie…

Credo che questa sia questa, la ragione più importante, perché l’Isaf non lascia l’Afghanistan, se si vuole, come dice il New York Times, questa potrebbe essere una nuova economia per l’Afghanistan, che potrebbe impiegare migliaia di persone, affrancandolo dalla coltivazione del papavero da oppio, ma tant’è…

Guerra in Afghanistan, Italia e missioni di pace videoultima modifica: 2012-10-25T19:45:35+00:00da blogmaster70
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