Formigoni la storia del Politico-Anticristo in seno alla Chiesa Cattolica Video

formigoni storia anticristo chiesa cattolicaRoberto Formigoni é nato a Lecco nel ’47, ha iniziato la sua attività politica da giovanissimo, entrando nella cattolica Gioventù Studentesca, per approdare a Comunione e Liberazione , è ora Presidente della Regione Lombardia 

Di seguito, troverete le prove scritte, riprese da altri famosi scritti, dalla Bibbia a Wikipedia alla repubblica, lettera43 e giornalettismo, che Formigoni é sicuramente l’Anticristo, basta dare un occhio al vangelo e controllare, in questo post non ci sono commenti personali dell’autore, se non nel titolo:

partiti in cui ha militato Formigoni:

  1. Democrazia Cristiana ( fino al 1994)  
  2. PPI 1994-95,  
  3. CDU 1995-98, 
  4. CDL 1998-99,  
  5. Forza Italia 1999-09, 
  6. Popolo della Libertà 2009 ad oggi.

Formigoni al Memores Domini ha fatto voto di: 

  1. Povertà,
  2. castità,
  3. obbedienza a Comunione e liberazione.

Memorie Domine, è un gruppo di pochi eletti di Comunione e liberazione, e Formigoni ormai sono anni che ne fa parte…

 I Segni dell’Anticristo: 

“Perchè sorgeranno falsi cristi, e falsi profeti, e mostreranno grandi segni e prodigi, fintanto che, se fosse possibile, essi ingannerebbero perfino gli eletti.”  [Matteo, 24, 24]

“secondo l’operazione di Satana con ogni potenza e segni e prodigi menzogneri” [Tessalonicesi 2, v. 4]
“Amati, non credete ogni spirito … da questo conoscete lo Spirito di Dio: ogni spirito che confessa che Gesù Cristo è venuto nella carne è da Dio: ed ogni spirito che non confessa che Gesù Cristo è venuto nella carne non è da Dio, e questo è lo spirito dell’anticristo, di cui avete udito che deve venire, ed ora già è nel mondo.” [Giovanni, 4: 1-3]
“ed il dragone era adirato con la donna, ed andò a far guerra al residuo della sua discendenza, che osserva i comandamenti di Dio ed hanno la testimonianza di Gesù Cristo.” [ Apocalisse 12:17]

Le Accuse dei PM a Formigoni (da: lettera43.it del 15 settembre 2012):

Scelte ‘asservite’ agli interessi dei faccendieri e delle cliniche private.
Questa la tesi della procura milanese contro il Pirellone formulata sualla base di documenti bancari e testimoni.
Come riportato da la Repubblica sabato 15 settembre, c’è una frase fondamentale nelle carte dei pubblici ministeri destinata a diventare uno spartiacque: «sistematico asservimento della discrezionalità amministrativa’ della Regione Lombardia alle esigenze dei disonesti».
L’inchiesta si è mossa dal crac di 1,5 miliardi di euro dell’ospedale San Raffaele.
Da lì gli inquirenti sono arrivati a mettere sotto la lente d’ingrandimento Pierangelo Daccò e il governatore Roberto Formigoni (indagato per corruzione con l’aggravante della transnazionalità) che ha sempre faticato non poco ad ammettere di conoscerlo bene nonostante le tante vacanze (sempre smentite) e le cene insieme.
CINQUE SUPER-VACANZE. Da quanto si evince dalle colonne del quotidiano le super-vacanze targate Daccò-Formigoni non sarebbero tre ma cinque.
E sono contestate sotto la voce «altre utilità» e quindi come «corruzione» al presidente della Regione.
VIAGGI AI CARAIBI. La prima risale al 2006-2007: viaggio in Argentina e Patagonia. Poi tre capodanni tra le aragoste caraibiche di Anguilla, in uno dei resort più lussuosi del mondo. E la quinta vacanza gratis per il presidente ha avuto come destinazione Saint Marteens.
La procura contabilizza in oltre 5 milioni di euro, compreso l’uso delle barche, questi regali continui da parte dei faccendieri della sanità a Roberto Formigoni e a Roberto Perego, anche lui accusato di corruzione.

Un giro di rimborsi eccezionali: tariffe fisse basate sul costo medio


Premessa: la Regione paga agli ospedali il ‘lavoro’ che fanno.
Ma quello messo a punto da Daccò e il Pirellone era un sistema che andava oltre.
Il Pirellone ha ripreso un termine Usa: ‘Drg’. Sta per Diagnosis Related Group. Raggruppa cioè i vari tipi di ricoveri e d’interventi. Stabilisce tariffe (abbastanza) fisse, basate sul costo medio.
Difficile organizzare quindi imbrogli sui ‘rimborsi Drg’ se non facendo passare per ricovero ciò che ricovero non è.
Così, il vero business dei faccendieri e dei privati in Lombardia sta negli interventi «non tariffabili» e nei «no profit» (entrambi citati nelle carte della procura milanese su Formigoni).
ALLA MAUGERI 200 MILIONI DI EURO. Quando la fondazione Maugeri, che possiede ospedali e cliniche, è entrata in crisi, ha deciso di rivolgersi per i suoi bisogni a Pierangelo Daccò. Il quale ha accettato la proposta e ha stabilito una percentuale da spartire con il socio Antonio Simone.
Quindi, solo dal 2002, grazie da questi rimborsi per «prestazioni non tariffabili», deliberati dalla Regione, secondo i pm sono arrivati alla Maugeri oltre 200 milioni di euro. Una pioggia di denaro pubblico – continua sempre la Repubblica – con una cadenza impressionante: 18, 19, 22 milioni l’anno.
60 MILIONI AI MEDIATORI. La procura milanese ha puntato il mirino anche contro il direttore generale della Sanità Carlo Lucchina, con cui Daccò ha buoni rapporti. Tra i rimborsati c’è anche lui.
Gli investigatori sostengono che «inizialmente» al duo Daccò-Simone andava «una percentuale del 25%, scesa al 12,5%» dopo qualche anno. Infine, dal 2010, i due si sono accontentati di una «cifra forfettaria» tra i 6 e i 10 milioni l’anno.
Un giro di denaro che, sempre secondo la procura, avrebbe portato nelle tasche di Daccò e Simone ben 60 milioni di euro.

Una ragnatela di società di comodo

La polizia giudiziaria del tribunale ha inquadrato una ragnatela che nelle accuse a Formigoni, Perego, all’ex direttore generale della Sanità lombarda Carlo Lucchina, a Maugeri e Passerino, è stata chiamata senza mezzi termini «complesso sistema di società di comodo».
SPARITI 10 MILIONI. Nelle carte ufficiali dell’inchiesta sin qui note si parla anche di una cifra di «10 milioni di euro in contanti prelevati da Daccò». Stando agli ultimi accertamenti l’importo salirebbe a 12-13 milioni.
Ma dove sono andati a finire? Al momento non si sa.
Ma molto importanti sono alcune frasi del verbale di Gianfranco Mozzali, manager che seguiva le direttive del direttore Maugeri Costantino Passerino, e che lo stesso Daccò riteneva (pagina 11 del suo verbale) «per così dire la spia di Passerino».
«Dai discorsi di Daccò», ha rivelato Mozzali «era chiaro che i soldi erogati non rappresentavano solo un compenso, ma che servivano per altre persone (…) Più volte Daccò mi ha detto che bisognava pagare altrimenti non sarebbe arrivato nulla dalla Regione».
LA FETTA PER IL GOVERNATORE. Il pool milanese coordinato da Francesco Greco è in attesa di altri accertamenti.
Intanto gli inquirenti sono venuti a conoscenza di vacanze costate più di 5 milioni di euro.
È stata contestata la cifra di «600 mila euro per la campagna elettorale del 2010» (ma non c’è l’accusa di finanziamento illecito ai partiti). Vengono contestati ben «500 mila euro per eventi», che poi sono soprattutto cene e incontri con politici, funzionari, amministratori e via dicendo.
Ci sono poi «70 mila euro spesi al Meeting di Cl» a Rimini. C’è la villa in Sardegna, che Daccò ha venduto a 3 milioni quando ne costava – secondo l’accusa – «4,3 milioni», con un bel risparmio per il titolare dell’ acquisto Perego, l’antico amico di Formigoni.

dal Libro: la lobby di Dio, di Ferruccio Pinotti:

Piu potente dell’Opus Dei, piu efficiente della massoneria, più «connessa» di Confindustria. E Comunione e liberazione, la lobby del terzo millennio, un network di potere che sta formigoni e comunione e liberazioneconquistando crescenti posizioni in Italia e all’estero. Una battuta che ricorre nelle alte sfere del Vaticano, tra cardinali e alti prelati, da l’idea di quanto sia ormai forte Cl: «L’obiettivo di Comunione e liberazione? Il prossimo papa e il prossimo premier». Uno scenario che non e affatto improbabile, con importanti figure come Angelo Scola, cardinale e patriarca di Venezia organico a Comunione e liberazione, in pista come successore di Ratzinger; mentre proprio Cl potrebbe tirar fuori dal cilindro il candidato idoneo a succedere a Berlusconi. Tra i papabili, sicuramente in prima linea c’e il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Nonostante il suo potere, Cl si muove nell’ombra, felpata e attenta. Per coglierne la realta e la complessita non basta uno «scatto» unico, e necessario comporre frammenti sottili, situazioni che si intersecano come in un puzzle. Un giornalista sconosciuto assume da un giorno all’altro incarichi di responsabilita in un grande giornale, senza aver fatto un solo scoop, senza aver scritto un libro, senza un percorso professionale di particolare rilievo. Nello stesso momento un imprenditore in difficolta viene salvato da un altro che a malapena conosce: quest’ultimo smette di acquistare componenti dal suo precedente fornitore e inizia a prenderli dall’imprenditore in difficolta, evitandogli la bancarotta. Altra scena: un ente non-profit che si occupa di raccogliere cibo donato dai clienti all’uscita dai supermercati si vede prestare per la raccolta decine di furgoni da tutte le imprese della provincia. E all’altro capo d’Italia, un presidente di Regione appalta a cliniche private una grossa fetta della sanita locale. Nello stesso istante, nella sede di una banca il direttore da disposizioni di concedere piu facilmente crediti alle imprese che appartengono a una certa associazione cattolica. In queste scene, che illustrano come si muove il potere oggi in Italia, si racchiude il significato profondo di Comunione e liberazione e della Compagnia delle opere (Cdo), il suo braccio finanziario e operativo. Una lobby potente e poco conosciuta, una rete ramificata che si sviluppa al nord e al sud e arriva ai banchi del Parlamento e del governo. Quello di Cl e un universo complesso, una realta che in poco piu di cinquant’anni – da quando nasce, nel 1954 – e divenuta un’organizzazione presente in settanta paesi del mondo, con oltre 300.000 aderenti e un network di 34.000 imprese che, tramite la Compagnia delle opere, di cui racconteremo ampiamente in questo libro, estende il suo potere dalla Chiesa alla politica, dall’economia alla finanza. Oggi esprimono simpatia e «vicinanza» a Comunione e liberazione leader come Silvio Berlusconi, big dell’economia come Sergio Marchionne, protagonisti della finanza come Corrado Passera, il presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi, top manager di multinazionali come Enel e Edison, noti professori universitari, giornalisti, medici, imprenditori. Li abbiamo incrociati e intervistati nella societa e durante la kermesse del Meeting, un viaggio durato due anni e che apre il libro, cui fa seguito, nella prima parte intitolata «Le mani sulla politica e sull’economia», il capitolo sui delicati rapporti di Cl con la politica, dando conto del trasversalismo del movimento, dall’anticomunismo viscerale all’alleanza con Berlusconi, l’intesa con la Lega e il sostegno a giunte e politici di sinistra: Pierluigi Bersani, Francesco Rutelli, Matteo Renzi, e altri casi che riguardano anche le Coop rosse. In nome del business. Il tutto raccontato attraverso testimonianze e interviste esclusive. Dopo la politica si passa agli affari, raccontando lo sviluppo della Compagnia delle opere sotto i tre presidenti che si sono succeduti dal 1986 a oggi: Giorgio Vittadini, Raffaello Vignali e Bernhard Scholz. Va chiarita la peculiare concezione di «sussidiarieta » cara alla Cdo, va raccontata la tecnica delle societa miste pubblico private con la quale l’organizzazione occupa sempre piu spazi, vanno citati i manager ciellini ai vertici delle imprese pubbliche, il nuovo modello di lobbying, la sottile e a volte mistificante distinzione tra profit e non-profit. Molto spazio e dedicato alla finanza, agli accordi tra istituti di credito e Compagnia delle opere, ai grandi affari del momento come quelli legati a Expo 2015 e all’istruzione, un ambito strategico per Cl, per aver presa sul mondo giovanile e dunque sul futuro. Nella seconda parte, «Tutti i business della Compagnia della opere», sono investigati a fondo i core business della Cdo, da Milano alla Sicilia: la privatizzazione della sanita, l’occupazione della scuola, gli anziani e l’assistenza, i trasporti, l’energia, le mense, i servizi alle imprese. Una parte importante dell’inchiesta e quella legata all’espansione di Cl e Cdo nel mondo universitario: attraverso la costruzione di residenze e studentati, ma anche con un’occupazione culturale che emerge in tutta la sua forza da molteplici interviste raccolte. C’e anche un risvolto giudiziario che entra nelle attivita di Cl. Nella terza parte, «Le inchieste giudiziarie», con interviste, testimonianze e atti processuali, sono ricostruiti casi come quello della Cascina sulla ristorazione, l’operazione Why Not in Calabria, l’inchiesta sulle tangenti in Trentino, lo scandalo Oil for Food, l’indagine Montecity a Milano, l’inchiesta di Padova sui fondi europei. Il libro pero non affronta solo la parte pubblica di Comunione e liberazione: siamo entrati nel modo di essere del movimento, dentro il sistema di valori – come dicono gli stessi aderenti – che origina quasi una realta parallela, visibile e allo stesso tempo segreta, misteriosa pur se lampante e sotto gli occhi di tutti. Per questo abbiamo deciso di introdurci al suo interno, di viverla e farcela raccontare dai suoi membri: dai semplici simpatizzanti che ogni anno, a fine agosto, si ritrovano al Meeting di Rimini ai piu severi militanti noti come Memores Domini, l’elite di Comunione e liberazione, i laici che dedicano la loro vita a Cl vivendo nella castità e nell’obbedienza più rigorosa, pur ricoprendo nel mondo incarichi importanti, ruoli e responsabilità politiche ed economiche di primo rilievo, come lo stesso Formigoni. Nella quarta parte del libro «Nel mondo segreto dei Memores Domini» ne diamo conto, riportando voci, atmosfere, testimonianze e storie toccanti, anche di persone che si sono lasciate alle spalle quell’esperienza. Ma quale sara l’evoluzione di Cl? E i rapporti con la Chiesa? Nella quinta parte, «Il futuro di Cl», si capisce come e perche il movimento fondato da don Luigi Giussani abbia trovato l’11 febbraio 1982 il riconoscimento di Giovanni Paolo II, un papa che ha aiutato in maniera determinante i movimenti di chiara matrice anticomunista. Infine il potere raggiunto da Cl sotto il papato di Ratzinger, un pontefice che vede nella lobby di Dio il think thank della sua Chiesa, da cui probabilmente peschera il suo successore: un progetto ambizioso che punta proprio su uno dei grandi protettori di Cl in Vaticano, il cardinale Angelo Scola. In questa sezione finale si delinea anche l’espansione internazionale del movimento, che guarda lontano, con idee chiare e obiettivi precisi. Il libro chiude cercando di tirare le fila dei tanti temi affrontati e fotografando nella maniera piu netta e fedele possibile il sistema di potere di questa organizzazione cattolica capace come nessun’altra oggi di controllare la societa italiana, dalle coscienze all’economia e alla politica.

 

formigoni immagini migliori

Opinioni personali: Noi in Formigoni riconosciamo IL MALE, una vipera in seno a Santa Madre Chiesa, speriamo che anche i fedeli cristiani riescano ad aprire gli occhi, e vedere dov’é l’Anticristo.

Formigoni su Wikipedia

Formigoni la storia del Politico-Anticristo in seno alla Chiesa Cattolica Videoultima modifica: 2012-11-01T02:16:44+00:00da blogmaster70
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