Sandro Pertini storia del Presidente della Repubblica italiana documentario

Sandro Pertini storia del Presidente della Repubblica italiana documentarioGrandissimo comunicatore, persona che si sentiva vicino agli italiani e che i cittadini italiani sentivano vicino.

Ex-partigiano, laureato, operaio, al confino, socialista, condannato a morte dai tedeschi riesce ad evadere e a scappare in Francia, membro della Costituente, venne nominato Presidente della Repubblica in un momento molto particolare della Nostra democrazia, sia a livello politico che sociale.

Era il 1978 e fino al 1985 riuscì a diventare, nel suo settennato il Presidente della Repubblica italiana più amato della storia ( finora)…

 Sopra: quasi 2h di documentario sulla vita di Pertini

Onorificenze italiane

Nella sua qualità di Presidente della Repubblica italiana è stato, dal 9 luglio 1978 al 29 giugno 1985:

Capo dell’Ordine al merito della Repubblica italiana

Capo dell’Ordine militare d’Italia

Capo dell’Ordine al merito del lavoro

Capo dell’Ordine della stella della solidarietà italiana

Capo dell’Ordine di Vittorio Veneto

Personalmente è stato insignito di:

Medaglia d’oro al valor militare

«Animatore instancabile della lotta per la libertà d’Italia, dopo 15 anni trascorsi tra carcere e confino, l’8 settembre 1943 si poneva alla testa degli ardimentosi civili che a fianco con i soldati dell’esercito regolare contrastarono tenacemente l’ingresso alle truppe tedesche nella Capitale. Membro della giunta militare del C.L.N. centrale, creava una delle maggiori formazioni partigiane operanti sui piano nazionale. Arrestato e individuato quale capo dell’organizzazione militare clandestina, sottoposto a duri ed estenuanti interrogatori ed a violenze fisiche con il suo fiero ed ostinato silenzio, riusciva a mantenere il segreto. Il 25 gennaio 1944 riacquistava la libertà con una fuga leggendaria dal carcere, riassumeva il suo posto di comando spostandosi continuamente in missione di estremo pericolo nelle regioni dell’Italia centrale, dove più infieriva la lotta alla quale partecipava personalmente. Nel maggio 1944 si recava in Lombardia per portarvi il suo contributo prezioso ed insostituibile di animatore e combattente, potenziando le Brigate che in ogni regione dell’Italia occupata, sotto la sua guida, divennero un formidabile strumento di lotta contro l’invasore. Di là, a fine luglio 1944, si portava in Firenze dove, alla testa dei partigiani locali, partecipava all’insurrezione vittoriosa. Rientrato in Roma liberata, chiedeva di essere inviato nell’Italia occupata e dalla Francia effettuava il passaggio del Monte Bianco. Nella Val d’Aosta (Cogne), soggetta ad un feroce rastrellamento, si univa alle formazioni partigiane distinguendosi in combattimento. Raggiunta Milano, riprendeva il suo posto nei maggiori organi direttivi della resistenza. L’insurrezione del Nord lo aveva, quale membro del Comitato insurrezionale, tra i maggiori protagonisti nelle premesse organizzative e nell’urto militare decisivo. Uomo di tempra eccezionale, sempre presente in ogni parte d’Italia ove si impugnassero le armi contro l’invasore. La sua opera di combattente audacissimo della resistenza gli assegnava uno dei posti più alti e lo rende meritevole della gratitudine nazionale nella schiera dei protagonisti del secondo Risorgimento d’Italia.»

— Roma, Firenze, Milano, 8 settembre 1943 – 25 aprile 1945.

Medaglia d’argento al valor militare

«Durante tre giorni di violentissime azioni offensive, senza concedersi sosta alcuna, animato da elevatissimo senso del dovere, con superlativa audacia e sprezzo del pericolo avanzava primo fra tutti verso le munite difese nemiche, vi trascinava i pochi suoi uomini e debellava una dietro l’altra le mitragliatrici avversarie numerosissime e protette in caverne. Contribuiva così efficacemente alla conquista di ben difesa posizione nemica catturando numerosi prigionieri e bottino importante. Bellissima figura di eroismo e di audacia.»

— Descia – M. Cavallo – Jelenick, 21-22-23 agosto 1917

Ebbe tale decorazione per aver guidato, nell’agosto del 1917 un assalto al monte Jelenik, durante la battaglia della Bainsizza. Tuttavia, dopo la guerra, tale decorazione fu occultata dal regime fascista a causa della sua militanza socialista. Pertini seppe del conferimento solo quando divenne Presidente della Repubblica, dopo alcune ricerche dello staff dello Stato Maggiore. Alla proposta di consegna egli si rifiutò dicendo che se l’allora regime negò tale merito non riteneva giusto raccoglierlo ora vista la sua posizione di Presidente della Repubblica. L’onorificenza gli fu comunque consegnata, terminato il suo mandato presidenziale, nel suo ufficio di senatore a vita, dall’allora presidente del Senato, Giovanni Spadolini.

Medaglia commemorativa della guerra italo-austriaca 1915 – 1918 (4 anni di campagna)

Medaglia commemorativa dell’Unità d’Italia

Medaglia commemorativa italiana della vittoria

Medaglia d’oro ai benemeriti della scuola della cultura e dell’arte

— 10 luglio 1985

Onorificenze straniere

Gran Collare dell’Ordine di San Giacomo della Spada (Portogallo)

— 17 novembre 1980

Fu il primo a ricevere l’onorificenza della “Medaglia Otto Hahn per la Pace” della Società Tedesca per le Nazioni Unite (Deutsche Gesellschaft für die Vereiten Nationen, DGVN): gli fu assegnata a Berlino nel dicembre 1988 «per meriti eccezionali in favore della pace e della comprensione fra i popoli, in particolare per la sua morale politica e la praticata umanità».

Sandro Pertini storia del Presidente della Repubblica italiana documentarioultima modifica: 2013-01-01T20:34:00+00:00da blogmaster70
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